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29/04/2021 - COL COVID OLTRE IL 50% DELLE FAMIGLIE IN GRANDE DIFFICOLTA'

"La terribile pandemia che ha sconvolto il mondo da oltre un anno - sono le parole dell'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - ha inciso in maniera notevole sulla quotidianità di ognuno di noi, lasciando conseguenze che è bene non sottovalutare in diversi ambiti: oltre al dramma sanitario, esistono infatti strascichi di carattere psicologico che sarebbe opportuno valutare in maniera accurata e che ad oggi, probabilmente, restano in molti casi latenti. Tra gli effetti più gravi che già adesso sono perfettamente riconoscibili troviamo senza dubbio quelli di carattere economico, quelli che riguardano il mondo dell'occupazione e anche il peso sempre più grave che incombe sulle casse dello Stato, messe a dura prova dalla necessità di provare a fornire un sostegno, minimo ma comunque indispensabile, a tante categorie di cittadini che, da un giorno all'altro e senza preavviso, hanno dovuto fare i conti con una realtà da incubo. Accanto alla necessità impellente di continuare a combattere il virus e a ridurre il numero di contagi, è ormai chiaro che ne esiste un'altra di pari urgenza, relativa alla situazione economica: il rischio del collasso - avverte ancora l'Amministratore Unico del Caf Italia - è una prospettiva da non sottovalutare e che va scongiurata con ogni mezzo, e purtroppo non resta molto tempo a disposizione. Occorre intervenire al più presto con l'approvazione di misure efficaci e davvero in grado di invertire la rotta".

Mentre infuria la lotta contro il Covid, con i vaccini che nella speranza di tutti rappresentano l'arma vincente a disposizione dei vari Paesi nonostante lo spauracchio rappresentanto dalla presenza di varianti del virus in tutto il mondo, una battaglia altrettanto decisiva si combatte su un altro campo: l'obiettivo, in questo caso, è quello di sconfiggere l'incubo della povertà che, purtroppo, adesso attanaglia milioni di persone che si trovano all'improvviso catapultate in una realtà inimmaginabile fino a un anno fa. Il problema in questione si riversa con maggiore forza in quelle realtà inserite in contesti economici in partenza meno solidi e strutturati e purtroppo il nostro Paese fa i conti con una situazione globale difficile da parecchi anni: la grave recessione economica che si è abbattuta sul mondo occidentale ha lasciato ferite profonde a cui l'Italia non ha saputo opporre risposte adeguate, basti pensare al caos nel mondo del lavoro, per cui oggi le famiglie in difficoltà sono tante e le prospettive per l'immediato futuro non sono le più rosee possibili. Molte aziende hanno alzato bandiera bianca, il tessuto imprenditoriale delle PMI, uno dei principali punti di forza della nostra realtà produttiva su scala nazionale, è in apnea e senza interventi rapidi e di un certo peso la situazione appare decisamente critica.

Cercando di andare un po' più nel dettaglio, la prima informazione degna di nota è quella secondo la quale ben 7 milioni e mezzo di lavoratori nel nostro Paese ha dovuto fare i conti con una riduzione (in tanti casi anche molto significativa) del proprio reddito da lavoro. In conseguenza di questo dato, ne scaturisce un altro che forse rende ancor di più l'idea della situazione attuale e dei rischi ad essa connessa: più della metà delle famiglie italiane, grosso modo il 56% di esse, dichiara di fare realmente fatica nella quotidianità, ossia nell'affrontare le spese di tutti i giorni. Non ci si riferisce quindi a grandi investimenti o ad acquisti di beni mobili o immobili di una ceta portata economica, bensì alla spesa per beni di prima necessità, per poter far studiare i figli o per affrontare l'onere di tasse, imposte e bollette. E oltre alla realtà del momento, ciò che causa un senso generale di preoccupazione è l'approccio al futuro, ai prossimi mesi: basti pensare che, oltre a quasi 2 miioni di lavoratori tuttora fermi nonostante risultino occupati, perchè soggetti allo stop della propria attività o alla cassa integrazione, troviamo più di 1 milione di persone pressochè convinte del fatto che presto perderanno il proprio lavoro. Molti autonomi e partite Iva sentono infatti di non essere adeguatamente tutelati dalle leggi in vigore già in condizioni di normalità e adesso soffrono in maniera particolare, soprattutto se legati a realtà quali risotrazione, strutture ricettive, agenzie di viaggio; anche per i dipendenti però la situazione è particolarmente complessa e circa 2 milioni e mezzo di lavoratori appartenenti a questa categoria vive come un'autentica spada di Damocle il momento dello sblocco dei licenziamenti. 

"Le scelte politiche delle prossime settimane saranno cruciali - è il pensiero della Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - e facciamo appello al senso di responsabilità che dovrebbe guidare e speriamo guiderà gli attori della vita politica italiana. Occorre mettere insieme le forze e utilizzare tutte le risorse disponibili per trovare le soluzioni giuste e adottare le misure più effficaci per consentire al Paese di ripartire. Bisognerà far sì che le imprese restino in piedi e che ne nascano delle altre, che i lavoratori possano sentirsi tutelati e che servirà naturalmente mettere mano al sistema fiscale in maniera intelligente e coraggiosa, oltre che in tempi brevi. Soprattutto - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - bisogna innanzitutto prendere coscienza dell'importanza del momento attuale e delle ricadute che le scelte fatte nei prossimi mesi avranno sul futuro immediato del Paese. Questo è a nostro avviso il momento del coraggio e della lungimiranza, ma bisogna parimenti trovare soluzioni consone anche per il breve periodo: l'adozione di determinate misure rappresenta infatti, per tante aziende e per tanti lavoratori, una questione di assoluta urgenza".