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23/04/2021 - COVID, ASSUNZIONI IN GRAVE CALO

"Il dramma sanitario del Coronavirus continua purtroppo a tormentare il mondo intero e ovviamente il nostro Paese non è immune da tale problema - è quanto dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - con il numero di vittime e di contagi che rimane molto alto. Tutto ciò ha conseguenze pesantissime anche sull'intero sistema economico, con ricadute drammatiche sul mondo del lavoro, con aziende costrette a chiudere o a ricorrere alla cassa integrazione e ad aggrapparsi ai Sostegni di Stato, comunque largamente insufficienti. Se non si provvederà in tempi brevi a mettere in atto strategie coraggiose ed efficaci si rischia di fare sempre più fatica a uscire da questo momento - continua la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e di rischia di restare impantanati in una situazione in cui assumere sarà sempre più complicato".

Come era abbastanza facile da pronosticare, il 2021 è iniziato ad handicap per quel che riguarda l'universo occupazionale e le recenti statistiche in materia hanno impietosamente confermato, dati alla mano, questa tendenza improntata ad un livello molto alto di difficoltà. Le previsioni negative sono state infatti pienamente rispettate dalla realtà di inizio anno e a tale riguardo il mese di gennaio rivela ciò che si temeva e che ci si aspettava, con un calo da record delle percentuali riferite alle assunzioni attive messe in atto dai datori di lavoro: se nel gennaio del 2020, infatti, si contavano circa 650mila nuove assunzioni, nel medesimo periodo del 2021 ci si è fermati a 442mila circa, con una diminuzione shock, pari al 30%. Desta addirittura più preoccupazione, se possibile, la differenza ancor più abissale tra le 442mila assunzioni del mese inaugurale del 2021 e quelle di dicembre 2020, dove lo scarto in percentuale si attesta al 40%. Questi dati spiegano come, con l'arrivo dei mesi autunnali, la seconda ondata abbia non solo annichilito le illusioni di un ritorno alla normalità, ma abbia consegnato al Paese una situazione ancor più drammatica rispetto ai primi mesi dell'avvento della pandemia. 

Come detto prima, la situazione legata al drastico calo delle nuove assunzioni si incastra alla perfezione in un quadro tremendamente complesso in cui le aziende si sono viste costrette a chiudere o sono riuscite, nella stragrande maggioranza dei casi, solamente a restare attive facendo però i conti con un quadro complessivo difficilissimo, segnato da perdite enormi che potranno essere superate solo in tempi medio-lunghi e a patto che al più presto il sistema economico riparta con un certo slancio. L'intervento statale, che comunque va detto ha preso corpo in maniera mai vista prima, non può chiaramente sobbarcarsi il fatturato di migliaia e migliaia di aziende, per cui occorre realmente un cambio di passo deciso e rapido. Tornando alle percentuali riviste al ribasso delle assunzioni, si nota che tale fenomeno ha colpito indistintamente l'intero (seppur ampio) ventaglio di forme attraverso cui è possibile assumere nel nostro Paese. Si regisitra infatti un -53% per i lavoratori intermittenti, mentre i contratti stagionali fanno registrare un -27% e i somministrati -17%; le assunzioni a termine calano del 31%, mentre quelle a tempo indeterminato del 38% e quelle in apprendistato del 34%. Inoltre, -42% anche per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato.

"I dati relativi al mondo del lavoro sono realmente preoccupanti e quella del calo di assunzioni è una vera e propria ecatombe - dice l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - per cui occorre tenere nel massimo conto le informazioni di questo genere e fare in modo che il sistema economico italiano non arrivi al collasso. Sottovalutare la questione del lavoro e la salute dell'economia sarebbe un errore imperdonabile che potrebbe avere ulteriori gravissime conseguenze, oltre a quelle purtroppo già avute. Non bisogna dimenticare che il tessuto produttivo italiano poggia sull'esistenza e sul lavoro di tantissime piccole e medie imprese, che risultano essere le più colpite dalla pandemia e dalle misure adottate. In attesa che i vaccini diano una mano decisiva al Paese, e facendo di tutto affinchè gli accordi con le case farmaceutiche vengano rispettati e che la campagna vaccinale cambi passo, bisogna sin da ora mettere in piedi una strategia credibile solida ed efficace - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - per iniziare una nuova fase in tutta fretta".