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08/04/2021 - ANCHE I VERSAMENTI AL CONIUGE POSSO ESSERE OGGETTO DI VERIFICA

La scelta di optare per il regime della separazione dei beni non è di per sé sufficiente per evitare controlli da parte del Fisco davanti a movimenti ritenuti potenzialmente sospetti perché potrebbero rappresentare casi di evasione fiscale. A tal proposito, proprio in questa direzione va il contenuto di un'ordinanza della Corte di Cassazione di pochi giorni fa, vale a dire la n. 9220 del 6 aprile 2021. La decisione dei giudici ha fatto sì che un piccolo imprenditore vedesse respinto il ricorso avanzato contro quanto espresso nei precedenti gradi di giudizio in merito a una vicenda invero abbastanza frequente: il soggetto in questione aveva effettuato alcuni versamenti al coniuge sul conto cointestato. Tali versamenti e poi alcuni successivi prelievi avevano fatto scattare le verifiche del caso e l'imprenditore in questione si è difeso sostenendo che la commissione tributaria non ha tenuto nel dovuto conto il fatto che, per l'appunto, vige il regime di separazione dei beni fra lui e il coniuge. Tuttavia gli Ermellini hanno rigettato il ricorso poiché in tal caso l'argomento della separazione dei beni non è ritenuto decisivo riguardo al fatto che le somme in questione versate sul conto non possano poi essere comunque riferite a lui, anzi: in merito al tema delle imposte sui redditi lo stretto rapporto familiare e la composizione ristretta del gruppo sociale sono elementi che giustificano la verifica fiscale sui conti correnti.