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22/01/2021 - FISCO, WELFARE, IRPEF... TRA OGGI E DOMANI

"L'aver dovuto fare i conti con uno dei periodi più difficili della storia recente - afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - ha per forza di cose indirizzato i pensieri di politica, Stati, istituzioni e società civile in una sola direzione, vista la portata di quanto accaduto e le innumerevoli implicazioni di carattere sanitario, sociale, economico che tale evento reca ancora con sé. Tuttavia, considerando sempre la priorità per determinate questioni, e anzi estendendo le riflessioni al mutato panorama generale, reputiamo assolutamente indispensabile che si provveda ad affrontare tutta una serie di argomenti che già prima del sorgere della pandemia tuttora in corso rappresentavano nodi che era tempo di sciogliere e che adesso - aggiunge l' Amministratore Unico del Caf Italia - restano ancora di primaria importanza, e sono se vogliamo ancora più urgenti, proprio nell'analisi delle soluzioni che dovranno aiutare il nostro Paese a riemergere da questo difficilissimo periodo".

L'irrompere di una pandemia globale sullo scenario internazionale è qualcosa di difficile da pronosticare e quando ciò avviene in un momento segnato comunque da profondi cambiamenti e da una situazione economica parecchio instabile, l'impatto sui diversi Stati è davvero molto importante. D'altra parte però diventa ancor più complicato gestire cambiamenti improvvisi, profondi e diffusi restando ancorati a modelli economici e sociali probabilmente non più in grado di fornire le dovute soluzioni a esigenze diverse. Il nostro Paese si è infatti trovato in una situazione molto difficile, come del resto accaduto a tutti gli altri Paesi nel mondo, ma oggi continua a faticare nel mettere in atto soluzioni di prospettiva che siano in grado di produrre effetti sul medio e lungo periodo, anche per via di strutture inadeguate. Un sistema fiscale obsoleto, un mondo del lavoro confuso e inadeguato e sistemi politici sempre più discussi non rappresentano di certo fattori capaci di fornire una base solida e affidabile per affrontare tale situazione e provare a ripartire.

Le questioni tecniche da affrontare sono numerosissime e vertono innanzitutto sul ruolo che il sistema tributario deve avere all'interno del concetto di welfare: e partendo da questo presupposto molto importante occorre ripensare con grande attenzione anche al ruolo dell'IRPEF e sul modo in cui apportare le dovute modifiche rispetto a come è stato concepito e a come è organizzato ancora oggi. Come spesso si dice la riforma del Fisco dovrebbe concentrarsi sul miglioramento di principi cardine come efficienza, trasparenza ed equità, puntando in concreto su determinati argomenti, come ad esempio la riduzione del carico fiscale sui contribuenti, con particolare riferimento ai redditi medi e bassi. Un altro aspetto di fondamentale importanza, riconducibile al concetto di efficienza, è quello di correggere un difetto ad oggi abbastanza evidente: il sistema fiscale, così come concepito attualmente, incide in maniera negativa sull'offetta di lavoro. Altre questioni su cui sarà necessario indirizzare le modifiche legate alla riforma sono quelle inerenti alla semplificazione di un sistema che appare ancora estremamente complesso e farraginoso, oltre che slegato dal mutato panorama nazionale e internazionale del mondo del lavoro. 

"Le costanti trasformazioni che continuano a incidere sull'universo occupazionale - è il pensiero dell'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - sono state per troppo tempo ignorate, specialmente con riferimento agli ultimi dieci, quindici anni, dal sistema fiscale. Pensare che oggi non sia assolutamente urgente un intervento profondo e massiccio sul sistema tributario significherebbe non essere calati nella realtà di un Paese che presenta moltissime problematiche che, a nostro avviso, potrebbero quantomeno essere affrontate con maggiore efficacia, se non addirittura risolte. Ciò che sta accadendo nel mondo, purtroppo, incide sulle priorità dell'agenda politica, è inevitabile: ma questo non deve far dimenticare tutto il resto, anche perchè determinate questioni sono strettamente legate a tutto il resto. Ogni soluzione proposta dovrà quindi per forza di cose tener conto anche di situazioni pregresse, di difficoltà presenti già prima che il Covid sconvolgesse la nostra quotidianità. Restiamo fermamente convinti che la riforma fiscale possa e debba - conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio - fornire una serie di soluzioni destinate a produrre effetti importanti e positivi sull'immediato ma anche a lungo termine, e per questo motivo l'auspicio è che presto si torni a lavorare sull'argomento per il bene del Paese".