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16/10/2020 - TRA DPCM E RIFORMA, MOMENTO CRUCIALE

"Immaginare un periodo più complesso, intricato e incerto di quest'ultimo trimestre del 2020 sarebbe impossibile - è quanto afferma l'Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio - e invece ci troviamo al cospetto di qualcosa di assolutamente impronosticabile a inizio anno. Naturalmente la pandemia purtroppo ancora in corso ha avuto un ruolo drammaticamente di rilievo e finché non sarà debellata o quantomeno fortemente ridimensionata continuerà ad averlo. Tuttavia tale elemento di sicuro impatto è andato a incastonarsi in unn puzzle già di per sé non proprio chiaro e definito, ma caratterizzato da numerosi punti interrogativi. E adesso - aggiunge l'Amministratore Unico del Caf Italia - è arrivato il momento in cui occorre trovare le giuste soluzioni per districare una matassa rimasta aggrovigliata per troppo tempo".

La notizia dell'ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha avuto, come del resto era ampiamente prevedibile, reazioni di vario genere tra cittadini, esponenti del mondo politico ed esperti a livello sanitario. Partendo dal presupposto che accontentare tutti è ovviamente impossibile e che le schermaglie fra partiti e rappresentanti di determinate correnti purtroppo ha spesso la precedenza nel dibattito politico, molte riflessioni vanno dalla preoccupazione per il rischio, neanche troppo taciuto, di una nuova stagione di crescita dei contagi e di difficoltà drammatiche per il sistema sanitario, a quella ancor più evidente delle difficoltà economiche diffuse su tutto il territorio nazionale e praticamente in ogni settore produttivo. Da non sottovalutare anche le preoccupazioni riguardo le restrizioni imposte alla vita privata e al quotidiano dei cittadini e a quelle che potrebbero ancora prendere corpo nei prossimi mesi.

In un contesto di tale genere tutto ciò che gravità attorno all'emergenza Covid assume un valore notevole, ancor più rilevante rispetto a una situazione ordinaria che non dovrebbe fare i conti con l'emergenza in atto. Indubbiamente, in un quadro siffatto, la tanto attesa riforma del Fisco è chiamata a giocare un ruolo chiave nel processo di rilancio dell'economia italiana, attraverso un'opera tanto ambiziosa quanto complicata e indispensabile di riassetto generale. Il Fisco nostrano è unanimemente considerato di fondamentale importanza come elemento su cui poggiare l'avvio di una nuova fase, anche in considerazione delle tante problematiche ad esso connesse: è notizia di pochi giorni fa, tanto per fare un esempio, che il nostro sistema fiscale è il meno competitivo tra quello dei Paesi dell'intera area OCSE: fra i 36 Paesi industrializzati presi in considerazione, infatti, il "pesante carico amministrativo e del sistema impositivo sulle persone, con la necessità di impiegare circa 169 ore per il corretto adempimento degli obblighi fiscali" sulle spalle dei soggetti che intraprendono e portano avanti attività economiche, danno all'Italia la palma del Paese col sistema fiscale meno competitivo.

"Sebbene occorra tempo affinché la riforma fiscale possa produrre effetti di rilievo - è quanto sostiene la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia - è innegabile che anche nel breve periodo potranno registrarsi progressi significativi a livello economico, con importanti ricadute sull'universo occupazionale e, perché no  con una rinnovata fiducia nei rapporti che legano i cittadini alle istituzioni. Seguire le indicazioni fornite dagli esperti e dal Governo in materia di prevenzione e di lotta al Covid è assolutamente indispensabile  - è l'appello della Dottoressa Maria Emilda Sergio - così come mettere in atto al più presto le soluzioni adatte per far fronte a un'emergenza economica che preoccupa quanto quella sanitaria".