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19/06/2020 - GIUGNO, PIOGGIA DI TASSE

“Per mettersi definitivamente alle spalle un periodo tanto complesso come quello che ha caratterizzato il 2020 fin dall’inizio occorreranno tempo e pazienza, oltre a una grandissima forza di volontà e a una lucidità istituzionale notevole – è quanto afferma la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia – e la fase di rilancio non può assolutamente essere rimandata o affrontata in maniera poco decisa. La situazione è sicuramente grave, i danni economici sono chiaramente ingenti a tutti i livelli e il sistema occupazionale ha subito un duro colpo che avrà strascichi importanti sicuramente ancora per mesi. Occorre dunque mettere in atto una strategia che, passata la fase di emergenza assoluta in cui era indispensabile mettere in atto misure per l’immediato, al fine di fronteggiare la fase di chiusura totale del Paese, sappia ora agire sul presente iniziando però a programmare anche il medio e lungo periodo. E in tale scenario – aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio – il ruolo del Fisco sarà di primissimo piano nel saper andare ancora incontro alla esigenze reali di privati e aziende, tenendo però presente al contempo le necessità delle casse pubbliche, duramente provate anch’esse nei mesi scorsi dalla necessità di ricorrere a interventi straordinari anche e soprattutto a livello di spesa, per via delle somme messe in campo per il sostegno ai contribuenti”.

Finita la fase di lockdown, con tutte le conseguenze drammatiche ad essa legate, il Paese è ora al cospetto di un’altra fase, la tanto agognata riapertura delle attività che, si spera, dovrà portare tutti noi alla normalità e alla tanto attesa ripresa economica. Ma ovviamente pensare che la quotidianità possa riprendere come se nulla fosse, trascinando anche una risalita della nostra economia che da oltre un decennio non è mai avvenuta compiutamente, sembra onestamente molto molto difficile. Se è vero che in numerose occasioni è proprio nei periodi di maggiore difficoltà che si trovano le risorse per voltare pagina e ottenere risultati insperati, d’altra parte è sempre bene essere realistici e pianificare con lucidità e attenzione, oltre che con coraggio e lungimiranza, la strategia da adottare. Se è certo che tanti contribuenti hanno avuto modo di aggrapparsi a misure straordinarie che il Governo ha posto in essere nei mesi scorsi, tra bonus, proroghe e agevolazioni di ogni tipo, adesso bisogna fare i conti col ritorno alla normalità in tutti i sensi, anche con quella meno amata dei pagamenti da onorare nei confronti dell’Erario. E da questo punto di vista giugno, storicamente, è uno dei mesi meno amati dai contribuenti, alle prese con scadenze di vario tipo che, in questo particolare momento, risultano senza dubbio particolarmente indigeste per tantissimi soggetti.

La prima considerazione va spesa per l’imposta sugli immobili: l’emergenza nazionale legata alla diffusione del Coronavirus ha creato un autentico caos in merito ai pagamenti e alle scadenze, ma per quel che concerne la nuova IMU essa non è stata annullata o anche solo spostata, col risultato che sono arrivati o stanno arrivando circa 10 miliardi di euro nelle casse dello Stato. Soltanto una piccola parte, formata da coloro i quali hanno effettivamente subito danni economici legati alla crisi del Covid – 19 potranno contare su un trattamento speciale. La somma sopra indicata rappresenta comunque meno del 25% del gettito totale atteso entro la fine di giugno: tra saldo e acconto Irpef, Ires e addizionali (sia comunali che regionali) si stima infatti che arriveranno circa ulteriori 33 miliardi di euro. Non è tuttavia da escludersi un possibile rinvio, almeno parziale, ma fatto sta che ad oggi le casse statali aspettano circa 40 miliardi di euro.

“La grave emergenza che ha coinvolto il mondo intero ha avuto inevitabili, gravissime ripercussioni sulle economie dei vari Paesi, tanto che ogni Stato e poi anche i diversi organismi sovranazionali hanno dovuto affrontare in tempi brevissimi una situazione mai vissuta prima – dice l’Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio – e tra le misure adottate in Italia molte hanno consentito ai contribuenti di tirare un sospiro di sollievo attraverso la proroga di numerose scadenze. Adesso però la salute dei conti pubblici torna ad assumere carattere di assoluta urgenza e ritorna la necessità di far fronte ai pagamenti previsti dalla legge. E proprio al cospetto del tanto agognato ritorno alla normalità – conclude l’Amministratore Unico del Caf Italia – occorre adesso entrare nell’ottica di una ripresa capace di far ripartire finalmente il Paese, e per la realizzazione di tale ripresa una tappa ineludibile è la riforma fiscale di cui si parla, finalmente, in maniera sempre più insistita nelle ultime settimane”.