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14/05/2020 - SPERANZE E INCERTEZZE RIGUARDO IL FUTURO IMMEDIATO

“L’approssimarsi della data del 18 maggio, individuata come il vero inizio di una nuova fase a seguito della gravissima emergenza che ha contraddistinto il mondo praticamente dall’inizio dell’anno in corso, rappresenta uno snodo di cruciale importanza in tutti i sensi – è quanto dice la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia – ed è fondamentale avere il più possibile le idee chiare su ogni argomento. Le settimane comprese fra il 4 e il 18 maggio sono state in un certo senso interlocutorie e hanno suscitato polemiche e discussioni, anche in conseguenza della delusione espressa in molti ambiti specialmente da chi aveva immaginato variazioni più consistenti rispetto alla fase di chiusura pressoché totale del Paese. Al netto però delle varie correnti di pensiero che animano le discussioni in questa fase delicata in cui tutti noi ci troviamo al cospetto di una situazione assolutamente imprevedibile e dalle proporzioni enormi, crediamo che adesso sia fondamentale iniziare a pianificare in maniera chiara le modalità attraverso cui riprendere, nei limiti del possibile, una normalità diffusa, non solo – aggiunge la Dottoressa Maria Emilda Sergio – a livello sociale, ma anche per quel che concerne il sistema economico e il mondo del lavoro”.

L’attesa per il tanto atteso Decreto di Maggio, che pare stia cambiando la denominazione originaria in “Decreto Rilancio”, si fa spasmodica. Al di là del nome che consegnerà tale decreto alla storia del Paese, perlomeno a quella recente, è abbastanza chiaro il sentimento che anima questi giorni: si ha la sensazione diffusa, infatti, che si sia al cospetto di un momento di straordinaria importanza per l’Italia, perché è in gioco la capacità di ripartire dopo una crisi di colossali dimensioni che, tra l’altro, si inserisce in un contesto già di per sé molto complicato, segnato da una notevole instabilità politica e da una cronica difficoltà nel ripartire a livello economico lasciandosi alle spalle una recessione decennale mai realmente e compiutamente superata. Il dramma sanitario che ha seminato morte e paura si è poi presto tramutato nella paura di ciò che potrà succedere dopo, nel momento in cui sarà cioè possibile concentrarsi sulla fase della normalizzazione, seppur con tutte le limitazioni del caso che, inevitabilmente, caratterizzeranno la quotidianità di tutti per un periodo di tempo al momento difficile da definire con esattezza e precisione. E se, nonostante le innegabili difficoltà nel poter prendere decisioni corrette in piena emergenza, in genere l’operato delle istituzioni e della politica riguardo alle misure adottate è stato valutato positivamente, adesso traspare una certa impazienza generalizzata riguardo all’idea che persistano troppi dubbi e troppe incertezze in merito a cosa ci aspetti sin dalle prossime settimane.

Fisco, lavoro, sanità, mobilità, turismo, imprese, agevolazioni, reddito: c’è un po’ di tutto nelle pagine del documento che andrà a regolamentare il momento più complesso della nostra storia dal dopoguerra a oggi. Sono tanti e molto delicati i temi oggetto del decreto e non mancheranno aspre critiche, proteste e polemiche. Mettere tutti d’accordo sarà praticamente impossibile, come testimoniano tra l’altro i numerosi scontri avvenuti in fase di studio e di realizzazione di cui si parla in questi giorni, cosa che ha influito parecchio sul ritardo in merito all’approvazione del documento medesimo. La somma messa sul piatto è quella di 55 miliardi, ritenuta insufficiente per far fronte in maniera efficace a tutte le emergenze che affliggono il Paese ma che, se ben distribuita, potrà sicuramente fornire un sostegno di vitale importanza alla nostra economia. Sicuramente non andranno trascurate le esigenze di piccole e medie imprese, poiché proprio il mondo delle Pmi rappresenta la spina dorsale del nostro sistema economico, così come reputiamo fondamentale dare importanza al comparto del turismo, sempre troppo poco considerato nonostante l’Italia sia il Paese con il maggior numero di siti Unesco in tutto il mondo e possa vantare ricchezze artistiche, naturali ed enogastronomiche rinomate in ogni angolo della Terra. Grandissima attesa anche per le decisioni in merito a temi spinosi come la cassa integrazione, il sostegno alle Partite Iva e in genere ai lavoratori, nonché i bonus e le agevolazioni per le imprese, cercando di evitare lo spettro di fallimenti e chiusure di massa.

“La coesione politica e sociale è più che mai vitale in questo momento la cui portata storica forse sarà chiara in tutta la sua forza solo fra qualche anno – sostiene l’Amministratore Unico del Caf Italia, la Dottoressa Maria Emilda Sergio – e siamo sempre fermamente convinti che occorra mettere da parte qualsiasi disputa e qualsiasi interesse personale nel bene della collettività. Questo però non significa che qualsiasi contributo di idee o qualsivoglia invito all’attenzione verso determinate categorie o per specifici argomenti debba essere ignorato o rimanere del tutto inascoltato. Reputiamo anzi fondamentale, anche e soprattutto in una fase come questa, il valore del pluralismo delle idee e quello della diversità di pensiero, che sono poi alla base del sistema democratico. Ovviamente speriamo che ognuno di noi, dal singolo cittadino agli esponenti di spicco della vita politica, metta il buonsenso e l’interesse generale sopra a ogni cosa, abbandonando le polemiche strumentali e la tentazione di pensare solo al proprio interesse. Siamo convinti che l’Italia saprà ancora una volta ritrovare la strada giusta per riemergere – conclude l’Amministratore Unico del Caf Italia – e restiamo in attesa di conoscere e studiare approfonditamente i contenuti del Decreto Rilancio”.