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13/03/2020 - È AUTORICICLAGGIO IL PAGAMENTO DI FATTURE FALSE

La Corte di Cassazione interviene in maniera molto decisa in merito a un tema particolare che riguarda un modus operandi abbastanza frequente nel nostro Paese, rimarcando come tale dinamica sia assolutamente da evitare: si tratta del pagamento di fatture false, il cosiddetto money laundering. Mediante una recente sentenza, la n. 9755 datata 11 marzo 2020, infatti, i Supremi giudici hanno provveduto a rendere definitiva la condanna nei confronti di un titolare d’azienda che continuava a pagare fatture false a beneficio di un’impresa sita in Olanda la quale poi gli faceva avere i contanti che venivano utilizzati a scopi personali. Secondo la Corte di Cassazione risulta in tutta evidenza il fatto che si configuri un'attività di impiego/trasferimento, in attività economica\finanziaria\imprenditoriale, degli importi trasferiti, mediante bonifici all'estero, in pagamento di determinate fatture appositamente emesse dalla ditta straniera; è inoltre altrettanto evidente che il successivo rientro degli importi in contanti, lungi dal comportare la perdita di idoneità della condotta, costituisce la parte conclusiva dell'iter criminis ed è indicativa del dolo di autoriciclaggio. In sostanza quindi, il pagamento di fatture false è considerato autoriciclaggio anche nel caso in cui il contante venga impiegato unicamente per scopi personali.