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17/06/2019 - FISCO E AFFITTI BREVI, ARRIVANO I CODICI IDENTIFICATIVI

Quello degli affitti brevi in particolare, ma degli affitti (specialmente nelle grandi città) e della loro regolamentazione più in generale, è un argomento di grande rilevanza che ha mostrato parecchie situazioni equivoche in passato e che negli ultimi anni si sta provando a riportare entro i binari di una legalità diffusa e di una trasparenza il più possibile estesa. A fare nuovamente il punto sulla situazione è un pacchetto di emendamenti al decreto crescita, ossia il decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019: in particolare, per avere un quadro fiscale il più chiaro possibile e per combattere eventuali irregolarità, si potrà contare su una banca dati degli affitti brevi. Locazioni brevi e strutture ricettive saranno infatti tracciate mediante un codice identificativo alfanumerico, codice che dovrà obbligatoriamente essere utilizzato in qualsiasi comunicazione relativa all’offerta e alla promozione dei servizi per gli utenti: in sostanza, quindi, la parola d’ordine diviene tracciabilità e le abitazioni dovranno quindi poter essere individuate sulle relative piattaforme di intermediazione. Un passaggio importante è quello che chiarisce come, in presenza di piattaforme straniere e senza un rappresentante fiscale ma che sono soggetti residenti, queste saranno per legge «solidalmente responsabili» con il gruppo a cui appartengono per l'effettuazione e il versamento della ritenuta sull'ammontare dei canoni e corrispettivi. La trasmissione dei dati in questione avverrà in modalità sicura all’Agenzia delle Entrate: il Fisco provvederà ad utilizzarli per analizzare i rischi legati agli adempimenti fiscali.