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13/06/2019 - IL FISCO TOLLERA LA SPECIALE TENUITĄ DEL FATTO

L’evasione fiscale rappresenta una delle più grandi insidie per la salute dei conti pubblici anche oggi, sottraendo da moltissimo tempo tante risorse preziose allo Stato – dice la Dott.ssa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia – risorse che sarebbero più che mai di vitale importanza in un periodo come quello attuale, caratterizzato dalle enormi difficoltà di crescita, dai problemi a livello occupazionale e dagli strascichi di una crisi economica che sembra non avere fine. I passi in avanti fatti negli ultimi anni rappresentano sicuramente un qualcosa di molto molto importante e la cooperazione fra i diversi attori impegnati in questa battaglia ha fatto registrare sicuramente grandi progressi – continua l’Amministratore Unico del Caf Italia – ma adesso serve continuare su questa strada cercando però di essere ancora più efficaci e lucidi nelle scelte effettuate per raggiungere un obiettivo indispensabile, per l’appunto la lotta ai fenomeni di evasione e di elusione fiscale, e garantire al Paese il rispetto delle regole e l’accesso a risorse fondamentali per aiutare la nostra economia”.

Quella del 1° luglio 2019 sarà per certi versi una data storica, perché segna l’inizio di una nuova era nel rapporto fra Fisco e cittadini, perlomeno dal punto di vista pratico ma, si spera, anche per quel che riguarda il rispetto delle regole esistenti: è quello infatti il giorno a partire dal quale inizierà una fase di profondo cambiamento legata a scontrini e ricevute fiscali, perché le aziende che hanno un giro di affari superiore ai 400mila euro non dovranno più emetterli, in quanto avranno come obbligo quello di effettuare giornalmente la trasmissione degli incassi. Ma la vera rivoluzione si compirà forse dal 1° gennaio 2020, quando tale novità non sarà riservata solo alle imprese sopra indicate, ma interesserà tutte le aziende, anche quelle più piccole. L’obiettivo è quello di una maggiore tempestività nei controlli e di una maggiore comodità, che dovrebbero avere come conseguenza una lotta più efficace alle irregolarità in materia. Questo strumento però non viene visto da tutti come la soluzione migliore per la lotta a frodi fiscali molto diffuse su tutto il territorio nazionale.

Le perplessità infatti come sopra accennato, non mancano. Tra gli scettici c’è chi evidenzia che non tutti gli aspetti legati a tale importante novità siano stati chiariti in maniera inequivocabile e, soprattutto, che la misura in sé non sembra aggiungere nulla in termini di efficacia alla lotta alle frode fiscali perpetrate in passato omettendo di registrare lo scontrino, perché chi non registrava prima, probabilmente, non lo farà neanche con l’entrata in vigore di queste nuove regole; inoltre, specialmente nei casi di piccole imprese, esistono casi in cui l’operazione di stampa e consegna del documento commerciale risulterà scomoda o poco probabile. Va considerato che in tal modo si rischia di disabituare il cliente a ricevere lo scontrino e ciò può far venir meno anche quel minimo di controllo sociale esistente oggi. Altro aspetto da tenere in considerazione è che molti imprenditori saranno costretti ad acquistare gli appositi strumenti elettronici abilitati ai corrispettivi telematici: tali strumenti sono costosi e complessi e solo una parte abbastanza trascurabile di questa spesa è coperta dal credito di imposta. Infine, la richiesta di queste nuove macchine, essendo sicuramente molto alta, comporterà con grande probabilità anche notevoli ritardi nei tempi di consegna.

A volte le soluzioni messe in atto per obiettivi di grande importanza non convincono del tutto – sostiene la Dottoressa Maria Emilda Sergio, Amministratore Unico del Caf Italia – e danno vita a critiche e discussioni di vario genere. Crediamo che qualsiasi misura messa adottata, anche e soprattutto se relativa a temi della massima importanza per il Paese, debba essere pensata e pianificaa con grande lucidità e pazienza: esistono sicuramente problemi da affrontare con la massima urgenza, come appunto quello della lotta alle frodi fiscali, ma a volte, nella fretta di intervenire – conclude la Dottoressa Maria Emilda Sergio – si rischia di andare incontro a dimenticanze e imperfezioni che poi hanno come conseguenza quella di allungare ulteriormente i tempi e di creare confusione fra i contribuenti. Speriamo che questa soluzione e tutte quelle adottate in ambito fiscale possano davvero giovare ai conti pubblici e, di conseguenza a tutti i cittadini”.


 

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