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06/06/2019 - L’AIUTO DEL CONIUGE IMPLICA IL VERSAMENTO DELL’IRAP

Una delle imposte più importanti del nostro corpus normativo è senza dubbio l’Irap, acronimo che indica l’Imposta regionale sulle attività produttive, che vide la luce nel dicembre del 1997 e che rappresenta l’unica imposta a carico delle imprese proporzionale al fatturato e non applicata all’utile di esercizio. Proprio l’Irap è l’argomento che ha portato nei giorni scorsi all’intervento della Cassazione in merito ad una vicenda particolare. Un agente di commercio, infatti, veniva aiutato nella sua attività dalla moglie, che aveva mansioni di segretaria; tale elemento era stato giudicato irrilevante, ai fini dell’autonoma organizzazione, dalla Commissione tributaria regionale di Bologna, che quindi si era espressa a favore del professionista. Il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate ai giudici di legittimità è stato invece accolto: la Corte di Cassazione ha infatti sancito, mediante l’ordinanza numero 15217 dello scorso 4 giugno, che la partecipazione del partner configura un’autonoma organizzazione, in quanto dà vita a una piccola impresa familiare e, di conseguenza, il lavoratore autonomo che usufruisce del supporto del coniuge per la propria attività deve versare l’Irap. I giudici hanno infatti ricordato che l’Irap riguarda lo svolgimento di un’attività organizzata in maniera autonoma al fine di produrre beni e servizi e che anche l’imprenditore familiare è soggetto passivo; non lo sono invece i familiari collaboratori, poiché l’imposta in questione colpisce il valore della produzione netta dell’azienda.